È morto Giulio Andreotti!
Esprimiamo un profondo cordoglio
per la scomparsa del Sen. Giulio Andreotti,
politico cattolico altamente preparato,
padre della Patria
e grande statista che è stato sempre
a servizio delle istituzioni e dei cittadini
Andreotti: la Messa al mattino e il rito della "busta" ai bisognosi
"Tutte le mattine andava a Messa e quando si recava all'estero la prima cosa che faceva era quella di farsi portare in chiesa, in qualsiasi luogo o città si trovasse". Don Luigi Veturi, parroco della Basilica di San Giovanni de' Fiorentini parla così, interpellato dall'Ansa di Giulio Andreotti che si è spento oggi nella sua abitazione romana (a poche centinaia di metri dalla basilica).
Il senatore frequentava la basilica dei Fiorentini e un altro paio di chiese del centro storico. "Partecipava attivamente alla liturgia - aggiunge il parroco - insieme alla sua amatissima moglie Livia e spesso, nelle festività più importanti, leggeva le letture all'ambone. Negli ultimi tempi la malattia non gli consentiva questa quotidianità, e allora andavo io a casa sua a portare a lui e alla moglie la comunione. È stato lucido fino all'ultimo giorno, anche se sabato, quando sono andato da lui per la comunione, l'ho visto più stanco del solito ma sempre sorridente e sereno".
"Al termine della funzione, all'uscita si ritrovava con alcuni fedeli e qualche persona in difficoltà economica", aggiunge il parroco della Basilica dei Fiorentini. "La domenica c'era infatti il rito della busta: il presidente le riempiva con qualche banconota distribuendole a chi faceva cenno".
Andreotti aveva anche regalato alla basilica un'icona per la mostra permanente che don Luigi ha allestito nel sottotetto. Don Luigi tiene a ricordare "l'affinità e il grande amore di Andreotti per la sua famiglia".
Aveva sposato Livia Danese quasi settant'anni fa, era il 16 aprile del 1945 quando questa discreta signora disse sull'altare il suo sì ad un uomo che avrebbe scritto lunghi capitoli della storia d'Italia. Insieme i due avrebbero scritto invece la storia di una bella famiglia: quattro i figli nati da un matrimonio che non ha mai invaso le cronache.
fonte: Avvenire
MARCIA PER LA VITA 2013
Roma - domenica 12 maggio
partenza dal COLOSSEO ore 9
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blogcattolici@email.it
In Italia si è gia arrivati alla terza edizione della Marcia Nazionale per la Vita, che anche quest’anno si terrà̀ Roma, nella mattinata del prossimo 12 maggio. Preceduta, il giorno prima, da un convegno al Pontificio Ateneo Regina Apostolorum e da una veglia di preghiera nella Basilica dei Santissimi Apostoli, la Marcia per la Vita, partendo dal Colosseo alle 9 di domenica e concludendosi a Castel Sant’Angelo, attraverserà le vie della capitale.
Le “Marce per la Vita” stanno assumendo una diffusione e una crescita di partecipanti notevolissima in tutto il mondo, anche se in genere i mass media non sono sensibili all’avvenimento. Le adesioni italiane sono già numerosissime, cosi come il sostegno dell’episcopato nazionale e di esponenti della Curia romana. Tante anche le adesioni di realtà̀ associative straniere, specialmente statunitensi. D’altronde, lo stesso mons. Carrasco de Paula, Presidente della Pontificia Accademia della Vita, ha dichiarato che “la Chiesa sostiene le marce in tutto il mondo”. Per sensibilizzare la politica, l’opinione pubblica e persino certi ambienti cattolici, , affermano gli organizzatori, è necessario riappropriarsi della piazza, dello spazio pubblico, “gridando a gran voce un secco e deciso no all’aborto e alla criminale legge 194, che in oltre trent’anni ha causato più di cinque milioni di morti”.
E certamente non mancherà l’appoggio dei papa Francesco. Jorge Mario Bergoglio quando il parlamento argentino stava legiferando sul riconoscimento legale delle unioni omosessuali, ha scritto: “E’ in gioco l’identita e la sopravvivenza della famiglia: padre, madre e figli. E’ in gioco la vita di molti bambini che saranno discriminati in anticipo e privati della loro maturazione umana che Dio ha voluto avvenga con un padre e con una madre. E’ in gioco il rifiuto totale della legge di Dio, incisa anche nei nostri cuori… Qui pure c’e l’invidia del demonio, attraverso la quale il peccato entrò̀nel mondo: un’invidia che cerca astutamente di distruggere l’immagine di Dio, cioèl’uomo e la donna che ricevono il comando di crescere, moltiplicarsi e dominare la terra”.
Alla Marcia parteciperà anche il cardinale americano Leo Raymond Burke. In un’intervista a “Lifesite.news” il porporato ha detto: “Credo che in alcuni posti ci sia grande esitazione da parte dei prelati a coinvolgersi in manifestazioni pubbliche.
Quasi fosse percepita come una sorta di attività politica che un prete non deve intraprendere”. Ma secondo Burke la valtazione è diversa: “Non è una manifestazione politica per questo o quel candidato, non è politica di parte” ma la difesa di un bene che riguarda tutti.
(di Marco Tosatti su San Pietro e Dintorni – La Stampa.it Blog)
VIDEO: Seconda MARCIA Nazionale per la VITA - Roma 2012
"HABEMUS PAPAM"
Il collegio cardinalizio riunito nel Conclave ha scelto
il 266esimo successore di Pietro.
Il Cardinale argentino Jorge Mario Bergoglio è il nuovo
PAPA FRANCESCO
Arcivescovo di Buenos Aires, 76 anni,
gesuita è il primo latino americano.
"Pregate per me"
Blog CATTOLICI esprime felicitazioni
al nuovo Sommo Pontefice e Successore di San Pietro,
Papa Francesco,
e prega per la fecondità del suo Ministero.
O Dio,
che nella serie dei successori di Pietro hai scelto il tuo servo Francesco
come Vicario di Cristo sulla terra e Pastore di tutto il Suo gregge,
fa’ che egli confermi nella fede i suoi fratelli
e tutta la Chiesa sia in comunione con Lui nel vincolo dell’unità,
dell’amore e della pace.
O Dio, nostro Padre,
dona al tuo servo Francesco, che hai scelto per guidare il tuo popolo,
la luce e la forza del tuo Spirito nella sua missione al servizio del Tuo popolo
affinché la Chiesa, fedele alla propria missione,
condivida sempre la gioia e la speranza dell’umanità
e si riveli come lievito e anima del mondo per trasformarlo nella tua famiglia.
VIDEO: Cardinali in Processione verso la Cappella Sistina - 12/03/2013
VIDEO: Extra Omnes - Inizio del Conclave - 12/03/2013
VIDEO: Habemus Papam FRANCISCUM! - 13/03/2013
VIDEO: Papa Francesco: Benedizione Apostolica "Urbi et Orbi" - 13/03/2013
Jorge Mario Bergoglio, Francesco I “Vengo quasi dalla fine del mondo”
Il gesuita Jorge Mario Bergoglio, Francesco, il primo Papa latinoamericano della storia, è un vescovo senza auto blu che nella sua Buenos Aires si sposta in metropolitana, rifugge gli appuntamenti mondani, e nel palazzo arcivescovile ha ricavato per sé soltanto un piccolo appartamento. Un vescovo che preferisce trascorrere il suo tempo nelle «villas miserias», le baraccopoli della capitale argentina. È un vescovo umile e profondamente spirituale, che quando ti saluta, chiede sempre di pregare per lui e che in questi anni nella grande metropoli argentina ha continuato a ripetere che la Chiesa deve mostrare il volto della misericordia di Dio. «Cerchiamo di essere una Chiesa che esce da se stessa e va verso gli uomini e le donne che non la frequentano, che non la conoscono, che se ne sono andate, che sono indifferenti...».
Nato 76 anni fa a Buenos Aires, figlio di una famiglia originaria di Portacomaro, nell’Astigiano, arrivata in Argentina un’afosa mattina di gennaio del 1929, Jorge è il quarto di cinque figli. Il padre, contabile, nel nuovo mondo si lascia alle spalle ogni nostalgia e con i figli non parla italiano. «La nonna Rosa veniva a prendermi, mi portava a casa con lei... I miei nonni tra di loro parlavano piemontese, ed è così che l’ho imparato».
Con il padre giocava a briscola e seguiva le partite di pallacanestro, con la madre ascoltava musica. «Ogni sabato, alle due del pomeriggio, ascoltavamo le opere liriche che venivano trasmesse dalla Radio di Stato. Prima che iniziasse, la mamma ci spiegava l’opera, ci avvisava quando stava per cominciare l’aria più importante e conosciuta... Era una bellezza, per me, gustare la musica». Insieme ai fratelli, il nuovo Papa ha imparato presto a cucinare: «Mia madre - ha raccontato nel libro intervista “El Jesuita” pubblicato tre anni fa - rimase paralitica dopo aver partorito l’ultimo figlio, il quinto. Quando tornavamo da scuola, la trovavamo seduta a pelare patate, con tutti gli altri ingredienti per il pranzo già disposti. Ci diceva come dovevamo mescolarli e cucinarli». Diventato sacerdote e professore, Bergoglio ha continuato ad esercitarsi: «Nel Collegio Massimo la domenica non c’era la cuoca, e allora preparavo io il pranzo per i miei studenti». Al giornalista che gli chiedeva se fosse bravo, ha risposto: «Beh, non ho mai ammazzato nessuno col mio cibo...».
La famiglia Bergoglio non era povera. «Non ci avanzava niente, non avevamo l’automobile né andavamo a fare le vacanze estive, ma non ci mancava niente». All’età di 13 anni, quando inizia le superiori frequentando un istituto industriale specializzato in chimica, Jorge comincia a lavorare. Il padre vuole che il figlio conosca la fatica del lavoro. Così il futuro Papa Francesco prima fa le pulizie in una fabbrica di calzini, poi dopo due anni passa a compiti amministrativi e infine lavora in un laboratorio di analisi. A fine mattinata ha meno di un’ora di tempo per il pranzo, quindi va a seguire le lezioni in classe fino alle otto di sera. «Ringrazio tanto mio padre perché mi ha mandato a lavorare. Il lavoro è stata una delle cose che meglio mi hanno fatto nella mia vita e, in particolare, nel laboratorio ho imparato il bene e il male di ogni attività umana... Il mio capo era una donna straordinaria».
Il futuro Papa da ragazzo si ammala gravemente e rischia di morire di polmonite. «Ricordo il momento in cui, con la febbre altissima, abbracciai mia mamma e gli chiesi: “Dimmi che cosa mi sta succedendo!”. Lei non sapeva che cosa rispondere, perché i medici erano sconcertati». Jorge dovette subire l’ablazione della parte superiore del polmone destro. Mesi di convalescenza con dolori tremendi. Al giovane Bergoglio davano fastidio le parole di circostanza che molte delle persone che gli facevano visita in ospedale, quando per rincuorarlo gli dicevano: «Ora passa». Fino a che non va a visitarlo suor Dolores, la monaca che lo aveva preparato per la prima comunione. «Mi disse qualcosa che mi colpì molto e che mi diede molta pace: “Stai imitando Gesù”». «Il dolore - ha raccontato il nuovo Papa - non è una virtù per se stesso, però sì, può essere virtuoso il modo in cui si vive. La nostra vocazione è la pienezza e la felicità, e in questa ricerca, il dolore è un limite. Per questo, il senso del dolore, uno lo capisce davvero attraverso il dolore del Dio fattosi uomo, Gesù Cristo».
La vocazione, per Papa Francesco, non arriva presto. È il 21 settembre 1953, aveva 17 anni, si prepara a festeggiare la Giornata dello studente con i suoi compagni. Entra nella chiesa di San José de Flores. Lì incontra un sacerdote che non conosce e decide di confessarsi. Quella confessione avrebbe cambiato la sua vita. Non torna più alla stazione ferroviaria per ritrovare gli amici perché ha deciso di farsi prete. «Mi accadde qualcosa di raro, lo stupore di un incontro. Mi resi conto che mi stavano aspettando. Questa è l’esperienza religiosa: lo stupore di incontrare qualcuno che ti stava aspettando. Da quel momento per me Dio divenne colui che ti precede. Uno lo sta cercando, Lui ti cerca per primo».
Il padre accoglie bene la decisione di Jorge. La madre molto meno. «Disse: non lo so, non ti vedo... Dovresti aspettare un po’, continua a lavorare... finisci l’università. La verità è che la mia vecchia mamma la prese male. Mio padre mi comprese di più». A 21 anni il nuovo Papa entra nel noviziato dei gesuiti. «Fui attratto dal loro essere una forza di avanzata della Chiesa, perché nella Compagnia si usava un linguaggio militare, perché c’era un clima di obbedienza e disciplina. E perché era orientata al compito missionario. Mi nacque il desiderio di andare missionario in Giappone. Ma a motivo del serio problema di salute che mi trascinavo dietro, non venni autorizzato». La sua storia, da quel momento in poi, è quella di un padre gesuita. Studi umanistici in Cile e quindi in Argentina, laurea in filosofia e teologia. Professore, rettore di collegi e facoltà, ma al contempo anche parroco nella chiesa del Patriarca San José, nella diocesi di San Miguel. Vive gli anni bui della dittatura e da arcivescovo chiederà perdono per i legami della Chiesa argentina con la giunta militare. Completa in Germania la tesi di dottorato, quindi torna in Argentina, a Cordoba, a fare il direttore spirituale e il confessore.
Nel 1992, Papa Wojtyla lo nomina vescovo ausiliare di Buenos Aires, cinque anni dopo diviene coadiutore e nel 1998 arcivescovo, successore di Antonio Quarracino. Nel 2001 Giovanni Paolo II lo crea cardinale. Dedica una linea telefonica soltanto per i suoi preti, perché possano chiamarlo in qualunque momento per qualsiasi problema. Tiene lui stesso l’agenda degli appuntamenti e delle udienze. Vuole una Chiesa di «prossimità», vicina all’umanità e alle sue sofferenze. Coltiva un dialogo particolare con la comunità ebraica - ha pubblicato un libro di dialoghi con il rabbino Abraham Skorka - ma anche con i gruppi evangelici. Confessa ancora molto, ha voluto che ci fossero sacerdoti che si prendessero cura delle prostitute nelle strade di Buenos Aires. Attacca pubblicamente il progetto di legge per il riconoscimento delle coppie gay perché contrario al «progetto divino», ma vuole che tutte le persone sentano di essere amate da Dio.
Papa Francesco ha un film preferito, «Il pranzo di Babette». «Vi si vede - ha spiegato Bergoglio - un caso tipico di esagerazione di limiti e proibizioni. I protagonisti sono persone che vivono in un calvinismo puritano esagerato, a tal punto che la redenzione di Cristo si vive come una negazione delle cose di questo mondo. Quando arriva la freschezza della libertà, lo spreco per una cena, tutti finiscono trasformati. In verità questa comunità non sapeva che cosa fosse la felicità. Viveva schiacciata dal dolore... aveva paura dell’amore». Lui, che da professore faceva leggere Jorge Luis Borges ai suoi studenti, dice che bisogna passare da una Chiesa «regolatrice della fede» a una Chiesa «che trasmette e facilita la fede».
Si ringrazia,
Andrea Tornielli
APPROFONDIMENTO:
HABEMUS PAPAM FRANCISCUM
"Lasciatevi guidare dallo Spirito Santo"
(Gal 5,16)
Cari amici,
SOSTENIAMO I NOSTRI PASTORI con la forza della fede e aiutiamoli a portare il peso di questi giorni (Gal 6,2).
Con la preghiera e il digiuno possiamo essere come Mosè ed i suoi aiutanti, che con la preghiera ottennero forza e protezione per l'esercito di Israele (Es 17,8-15).
Come gli apostoli insieme a Maria nel giorno di Pentecoste, IMPLORIAMO LO SPIRITO SANTO (At 1,14) perché illumini i cardinali e li apra alla volontà di Dio, così che pensino i Suoi pensieri, compiano le Sue azioni, dicano le Sue parole. Con tutto il cuore desideriamo che attraverso i cardinali si compia il disegno saggio e provvidenziale di Dio.
VIDEO: VENI CREATOR SPIRITUS - "Lasciatevi guidare dallo Spirito Santo" (Gal 5,16)
Signore Gesù, pastore eterno di tutti i fedeli,
tu che hai costruito la tua Chiesa sulla roccia di Pietro,
assisti continuamente il Papa
perchè sia, secondo il tuo progetto,
il segno vivente e visibile, e il promotore instancabile
dell'unità della tua Chiesa nella verità e nell'amore.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
APPROFONDIMENTI:
Lo SPIRITO SANTO e il prossimo CONCLAVE
La Chiesa è di Cristo!
Ultima Udienza Generale di Papa Benedetto XVI
"Non mi sono mai sentito solo"
Attività apostolica di Benedetto XVI e Considerazioni
P R E G H I A M O
PER IL SANTO PADRE
Signore Gesù, pastore eterno di tutti i fedeli,
tu che hai costruito la tua Chiesa sulla roccia di Pietro,
assisti continuamente il Papa
perchè sia, secondo il tuo progetto,
il segno vivente e visibile, e il promotore instancabile
dell'unità della tua Chiesa nella verità e nell'amore.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.

I N V I T I A M O
i nostri amici
a VOTARE con COSCIENZA
senza dimenticare
i VALORI CRISTIANI!
Ricordiamo a tutti gli amici, che se il paese è sull'orlo del baratro, la causa è dovuta ad una crisi
economica che non è solo italiana, bensì mondiale e che ha avuto avvio nel 2008
in seguito ad una crisi di natura finanziaria.
Proprio grazie alle politiche delle banche centrali,a partire da quelle adottate dalla FED,
che favorirono il basso costo del denaro, venne incentivata una più facile
erogazione del credito alle famiglie, spinte ad indebitarsi in misura crescente
per alimentare i consumi, ed agli speculatori (banche d'investimento, imprese e fondi finanziari),
portati a effettuare investimenti sui mercati finanziari con la conseguente creazione di bolle speculative,
con ricadute poi sull'economia produttiva.
Questa è la premessa che ci deve far riflette!
Non crediamo che attraverso un voto di protesta, si possa ottenere un cambiamento positivo utile
a risolvere le problematiche del paese.
Anzi siamo proprio sconcertati e crediamo che votare alcuni nuovi movimenti, sia pericolosa per la
stabilità della democrazia e per il futuro del paese.
Chi ha una visione cristiana della vita dovrebbe continuare sempre a considerare
i principi non negoziabili come quei valori che sono alla base della nostra civiltà.
Come sapete, la Santa romana Chiesa, non può imporre a nessun partito questi principi, ma ha il dovere
e l'obbligo morale di far riflettere noi cristiani sulla responsabilità nel contribuire con il voto
alla realizzazione di un programma politico.
Proprio per questo, noi dobbiamo necessariamente conoscere l'insegnamento della Santa Chiesa e
non possiamo evitare di confrontarci con esso.
Un cristiano dovrebbe avere gravi ragioni per non seguire la Chiesa sui "principi non negoziabili",
perché sono strettamente connessi con la fede e la visione della vita che ne deriva.
Quindi, l’elettore cristiano non può in coscienza esimersi dal valutare il programma dei partiti e
verificare se i principi sono salvaguardati o negati.
Questo è il punto!
In particolare alcuni partiti lontani dal centro destra, non si sono mai impegnati nella difesa
dei nostri valori e a causa delle varie alleanze, non potranno farlo neppure in un futuro.
Non spetta certo a noi dare patenti di cattolicità, però ci domandiamo come possono alcuni personaggi,
conciliare il loro cattolicesimo con la militanza in un partito che, per bocca del suo segretario politico,
promette, in caso di vittoria, di provvedere a tempi brevi alla regolamentazione delle coppie di fatto
e al matrimonio tra omosessuali, ossia allo sfascio della famiglia naturale.
Non ci rimane che chiedere aiuto alla Provvidenza per sperare di avere un futuro migliore
anche per i nostri figli.
Richiamiamo le indicazioni di Benedetto XVI, il quale parlando di “una nuova generazione di cattolici impegnati
in politica” ha tracciato in cinque punti il profilo di riferimento:
“coerenza con la fede professata”,
“rigore morale”,
“capacità di giudizio culturale”,
“competenza professionale”,
“passione di servizio”
ispirati alla Dottrina sociale della Chiesa, nel rispetto della legalità, nel diritto al lavoro,
nella libertà di scelta educativa della famiglia e soluzioni efficaci alla emergente povertà,
con una rinnovata coscienza comunitaria.
«Cari fratelli, vi ringrazio per l'amore....»

Venerdì 8 febbraio, in occasione della festa della Madonna della Fiducia, il Papa aveva lasciato un messaggio di speranza agli educatori e agli alunni del Pontificio Seminario Romano Maggiore.
"L'albero della Chiesa
non è un albero morente,
ma l'albero che cresce sempre di nuovo"
"Da cristiani abbiamo un futuro: il futuro è nostro, il futuro è di Dio" aveva detto mettendo in guardia dal rischio di cedere al "falso pessimismo che dice: il tempo del cristianesimo è finito" o di indulgere a un "falso ottimismo" secondo il quale "va tutto bene".
"Ci sono anche cadute gravi, pericolose, e dobbiamo riconoscere con sano realismo che così non va. Ma anche essere sicuri che se qua e là la Chiesa muore a causa dei peccati degli uomini, a causa della loro non credenza, nello stesso tempo nasce di nuovo".
Perché "il futuro è realmente di Dio: questa è la grande certezza della nostra vita, il grande, vero ottimismo".
Salutiamo un grande uomo che nei suoi otto anni di pontificato ha sempre difeso le nostre tradizioni crisitane, un uomo cui lo Spirito Santo ha assegnato un ruolo, al cui vertice sta solo e sempre la carità e proprio per questo, si può considerare autenticamente “servo” e, quando il servo perde le forze e il vigore, allora è giunto il momento di arretrare, non per vile abbandono davanti alle difficoltà ma per somma lucidità e per grande amore della Chiesa e di ognuno dei suoi membri.
Questa la sua dichiarazione relativa alla rinuncia al ministero petrino, durante il Concistoro per tre canonizzazioni:
"Carissimi Fratelli,
vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando.
Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato.
Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice.
Carissimi Fratelli, vi ringrazio di vero cuore per tutto l’amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti. Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo la sua santa Madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali nell’eleggere il nuovo Sommo Pontefice.
Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio."
“ANNO DELLA FEDE”
Il Santo Padre Benedetto XVI
ha chiesto a tutta la Chiesa Universale
di vivere l’Anno della fede; tale anno inizierà l’11 ottobre 2012 e
si concluderà il 24 novembre 2013, solennità di Cristo Re.
L’Anno della fede è legato al 50° anniversario dell’inizio del Concilio Vaticano II,
aperto il 11 ottobre 1962 dal Beato Giovanni XXIII e conclusosi l’8 dicembre 1965 sotto il pontificato del Santo Padre Paolo VI.
«Desideriamo
che questo Anno susciti in ogni credente l'aspirazione a confessare la fede in pienezza e con rinnovata convinzione, con fiducia e speranza.
Sarà un'occasione propizia anche per intensificare la celebrazione della fede
nella liturgia, e in particolare nell'Eucaristia,
che è "il culmine verso cui tende l'azione della Chiesa e insieme la fonte
da cui promana tutta la sua energia".
Nel contempo, auspichiamo che la testimonianza di vita dei credenti cresca
nella sua credibilità.
Riscoprire i contenuti della fede professata, celebrata, vissuta e pregata,
e riflettere sullo stesso atto con cui si crede,
è un impegno che ogni credente deve fare proprio,
soprattutto in questo Anno.»
(Papa Benedetto XVI, Porta fidei, 9)
Per Informazioni:
ANNO della FEDE 2012-2013
PORTA FIDEI con la quale si indice l'ANNO della FEDE
NOTA con indicazioni pastorali per l’Anno della Fede
INDULGENZA PLENARIA nell’Anno della Fede
THERE BE DRAGONS
del regista Roland Joffé
è un film sulla vita di
San Josemaría Escrivá
Sabato 7 luglio a Lovere (Bergamo) è stata presentata un'anteprima del film "There Be Dragons" nel contesto della manifestazione "Bergamo verso l'Expo", (BVE).
Il titolo del film è la traduzione del latino "Hic sunt leones": è un'espressione latina, usata su mappe moderne, in omaggio alla tradizione medievale che metteva draghi e creature mitologiche nelle aree sconosciute o pericolose delle mappe.
Un film epico-storico che ha inizio ai giorni nostri, quando un giornalista spagnolo di nome Robert, nel fare ricerche sul passato del padre morente, Manolo, scopre che questi non solo partecipò alla guerra civile spagnola come soldato, ma anche che fu amico di infanzia di Josemaría Escrivá, un sacerdote spagnolo in odore di santità.
Con un lungo flashback la pellicola ripercorre le vicende antitetiche dei due personaggi: Manolo, un franchista che si infila come spia fra i repubblicani, e don Josemaría, sacerdote della Chiesa Cattolica; il primo mosso dall'odio e dall'amore ossessivo non ricambiato per Ildiko, rivoluzionaria ungherese, che lo porterà ad azioni sconsiderate; l'altro spinto da una forza incredibile a proclamare ciò che Dio gli fece vedere nel 1928: l'Opus Dei.
Verso la fine Manolo, ormai vecchio e morente, mette in guardia il figlio a non scavare i segreti del suo passato, ma a sentire il bisogno di scoprire la verità.
Il BvE si è svolto dal 3 all'8 luglio, ed è un'iniziativa dell'Associazione Effe 3 (già organizzatrice del Fiuggi Family Festival che ha l'obiettivo di promuovere iniziative culturali, anche collegate al mondo del cinema, che valorizzino la famiglia, in primis, e la tradizione italiana in tutte le sue declinazioni.
CHIARA è in PARADISO!
Rinuncia alle cure
per SALVARE il figlio
Riceviamo e diffondiamo a tutti per far conoscere la sua storia.
Iniziamo a chiedere la sua intercessione... .
CHIARA CORBELLO è una ragazza romana dei giorni nostri, normalissima, 28 anni, dolce ed estroversa, appassionata di musica, piena di voglia di vivere e con una gran Fede, che si sposa 4 anni fa con Enrico, conosciuto a Medjugorje.
Poco dopo rimane incinta. Di una FEMMINA.
Ma la bimba si rivela essere anencefalica, priva di parte del cervello, non ha nessuna possibilità di sopravvivere. Chiara porta avanti la gravidanza lo stesso e partorisce Maria Letizia che vive appena qualche ora e gli muore in braccio.
Al battesimo segue il funerale.
Passa un anno e arriva la seconda gravidanza. Stavolta è un MASCHIO. Chiara è al settimo cielo. Qualche controllo però e torna di nuovo il buio, l’ecografia è ancora devastante: il piccolo risulta infatti totalmente privo degli arti inferiori.
Ma per Chiara non fa niente, lo amerà lo stesso. Anzi, di più.
Solo che nel prosieguo della gravidanza intervengono nuove complicazioni:
se il bimbo nasce avrà scarse possibilità di farcela e
morirà come la sorellina, gli dicono i medici.
Chiara a 25 anni non fa una piega e dice incrollabile il suo secondo fiat.
Nasce Davide.
Come previsto, anche questo secondo figlio muore sotto i suoi occhi dopo qualche ora. Dopo il nuovo battesimo, il nuovo funerale.
Un anno ancora e ci riprova. Terza gravidanza.
E’ ancora un MASCHIO e stavolta è sanissimo, in piena salute.
La gioia può esplodere incontenibile, finalmente! quanto l’ha sperato, quanto l’ha sognato, quanto l’ha desiderato!
Ma dura poco più di un attimo...al quinto mese, stavolta è lei, Chiara, ad avere un problema. Ed è un verdetto spaventoso: ha un carcinoma alla lingua.
Se vuole fermarlo, deve eliminare il bimbo che porta in grembo il prima possibile, dicono i medici, perché stavolta dare la vita potrebbe portarla alla morte.
Non se ne parla nemmeno, dice Chiara.
Il bambino nascerà: poi, solo dopo, penserà semmai a curarsi.
E finalmente a Maggio nasce Francesco ed è proprio bellissimo!
Forte e sprizzante di gioia.
Un amore.
Le cure per la giovane mamma possono iniziare.
Cicli di radioterapia prima e chemioterapia dopo senza sosta.
Giorno dopo giorno, a ritmo incessante.
Ma è troppo tardi: il tumore è andato ormai troppo avanti, i medici glielo avevano detto. Chiara ha i giorni contati.
Con grande fatica va un'ultima volta a Medjugorje con
Enrico e i suoi amici più cari.
Vuole dirgli che li vuole felici perché lei è felice e che questa nostra vita sulla terra alla fine è solo un passaggio.
Negli ultimi mesi il progressivo, inevitabile, deperimento.
Giovedì scorso l’ultimo sms agli amici:
"Siamo pronti, con le lanterne accese. In attesa dello Sposo"
Chiara ora non c’è più.
Chiara è morta, dice il mondo: che stupida, così giovane, poteva godersi la vita, ma chi gliel’ha fatto fare.
Chiara è nata in Cielo, diciamo noi.
Per il suo bambino, che oggi ha 13 mesi, per cui ha dato la vita,
ha scritto una lettera d’amore che il figlio leggerà quando sarà grande e potrà capire, che finisce così:
“Non eravate nostri, non eravate per noi perché il possesso è il contrario dell'amore (...). Qualunque cosa farai nella vita, non scoraggiarti figlio mio: se Dio toglie è per darti di più e tu sei speciale,
hai una missione grande (...), fidati di Lui, ne vale la pena.
Vado in Cielo ad occuparmi di Maria e Davide, e tu rimani con il papà.
Ma dal Cielo prego per voi.
Ciao, mamma Chiara”.
Al funerale ha voluto che la vestissero con l’abito da sposa, perché alla casa del Padre un cristiano ci va in festa.
Chiara è salita in Cielo, ecco la sua testimonianza ...
Tv2000 parla di Chiara Corbella
I funerali di Chiara
Educare i giovani a cercare la vera giovinezza,
a compierne i desideri, i sogni, le esigenze in
modo profondo, è una sfida oggi centrale.
Se non si educano i giovani al senso e dunque al
rispetto e alla valorizzazione della vita,
si finisce per impoverire l’esistenza di tutti,
si espone alla deriva la convivenza sociale e
si facilita l’emarginazione di chi fa più fatica.
L’aborto e l’eutanasia sono le conseguenze estreme e
tremende di una mentalità che, svilendo la vita,
finisce per farli apparire come il male minore:
la vita è bene non negoziabile perché
qualsiasi compromesso apre la strada alla prevaricazione.
Dal Messaggio Cei per la Giornata per la vita 2012
R I N G R A Z I A M O
T U T T I
per la Partecipazione
e per il Sostegno
ricevuto!
La seconda Marcia Nazionale per la Vita che si è svolta la mattina di domenica 13 maggio a Roma è stata un successo che ha superato ogni più rosea aspettativa. Quindicimila persone, provenienti da ogni parte d’Italia, hanno percorso il centro della capitale, dal Colosseo a Castel Sant’Angelo, difendendo il diritto alla vita e proclamando il loro no senza se e senza ma alla legge 194, che dal 1978 ha legalizzato l’aborto nel nostro Paese.
La giornata è iniziata molto presto. Alle prime luci dell’alba fervono gli ultimi preparativi da parte degli organizzatori nei pressi del Colosseo. Subito viene appeso vicino alla fermata della metropolitana un grande striscione con la scritta “Marcia Nazionale per la Vita 2012”, mentre un gruppo di volontari provenienti da Avellino, nella notte, ha posizionato lungo tutto il percorso che sarà attraversato dal popolo pro-life centinaia di palloncini con tanto di logo ufficiale della Marcia.
Gli stessi volontari hanno pure contribuito a gonfiare due enormi mongolfiere, che segnano il punto di partenza e quello di arrivo della grande mobilitazione di piazza e i gazebo utili per distribuire materiale di vario genere ai partecipanti e per sistemare tutto l’occorrente tecnico per il migliore svolgimento dell’evento. Un evento che già di primo mattino si preannuncia epocale. Il cielo è sereno e la bella e calda giornata trasmette un clima di gioia e di combattività. Nonostante la cultura di morte e l’ingiusta legislazione che permette l’omicidio dei nascituri e nonostante le forze del male congiurino contro la vita e sembrino essere invincibili, c’è anche in Italia un popolo che non si arrende alla legge 194 e a tutte quelle norme che vogliono facilitare la soppressione degli innocenti nel grembo pure attraverso prodotti chimici.
Verso le 8 iniziano ad arrivare i primi pullman. Senza grandi risorse economiche, privi di grandi sostegni, spinti solo dalla ferma volontà di non mancare ad un appuntamento storico per testimoniare con la propria presenza il sì deciso alla vita e il secco no all’aborto, centinaia e centinaia di persone si sono organizzate in molte città italiane per partire alla volta di Roma.
Il Nord Italia è sicuramente la zona più rappresentata del Paese, seguita dal Centro e poi dal Sud. Tuttavia, oltre alla cospicua presenza siciliana, si è registrata la partecipazione di ben undici pullman solo dal Beneventano, una provincia che si aggiudica così il primato quanto a numero di presenze alla Marcia, grazie al generoso impegno dell’ingegner Carlo Principe.
Ad accogliere i primi arrivati sotto il Colosseo, imponente edificio simbolo di Roma e ancor più del martirio di tanti cristiani in epoca romana, sottofondi musicali e la lettura di alcuni passaggi di discorsi antiabortisti da parte di due giovani ragazze della Comunità Nuovi Orizzonti: si va dal beato Giovanni Paolo II alla beata Madre Teresa di Calcutta ad altri insigni esponenti del mondo cattolico e laico. È il momento del ritrovo, in cui gente da tutta Italia, magari in contatto tramite facebook o twitter può incontrarsi di persona e condividere la stessa esperienza e la stessa battaglia fianco a fianco. Verso le 8,30 iniziano i primi interventi, pronunciati dal palchetto posto di fronte al Colosseo.
I primi a prendere la parola sono i rappresentanti delle delegazioni straniere, già abituati, a differenza degli italiani, a marciare in difesa della vita: vi sono pro-life degli Stati Uniti, del Belgio, della Francia, della Spagna, della Polonia e della Germania. Tutti incoraggiano l’iniziativa, si complimentano con gli organizzatori e mostrano la gioia di poter partecipare a un evento simile anche in Italia e a Roma, il centro della Cristianità mondiale.
Di particolare rilievo l’intervento del dottor Xavier Dor, pioniere della battaglia per la vita in Francia e presidente dell’Associazione “Sos Tout-Petits”, che sottolinea l’importanza del ruolo paterno di fronte alla scelta della donna. Parla anche, in rappresentanza del sindaco di Roma Gianni Alemanno, arrivato poco dopo, l’onorevole Lavinia Mennuni, delegata alle Pari opportunità, che ha ribadito la bontà della scelta di Roma Capitale di patrocinare la Marcia.
Nonostante qualche inevitabile polemica degli alfieri di una stucchevole e anacronistica “laicità dello Stato”, Alemanno con tanto di fascia tricolore giunge a corteo appena partito e sfila sino a Piazza Venezia. La testimonianza più struggente e più significativa è senza dubbio quella di Gianna Emanuela Molla, la figlia di Santa Gianna Beretta Molla, canonizzata nel 2004 da Giovanni Paolo II, per aver preferito morire, con grande rassegnazione e coraggio cristiano, piuttosto che abortire la figlia che portava in grembo. Una figlia che ora non cessa di viaggiare ovunque per far conoscere la santità di sua madre, grazie alla quale è venuta alla luce, e testimoniare quanto la vita sia bella anche nei momenti più bui.
Alle 9,30 il corteo parte. Chi temeva una marcia nera, fatta di integralisti beceri e violenti, insensibili e crudeli ha, come al solito, sbagliato di grosso. Ad aprire il grande corteo un grande striscione con su scritto “Marcia per la Vita”, sorretto da giovani donne, tra cui alcuni gruppi scout. Subito dietro un trenino bianco con tanti bambini e pieno di palloncini: un modo per coinvolgere e far divertire i più piccoli, fortunati perché qualcuno li ha fatti nascere anziché sopprimerli.
Accanto al trenino, dove i fanciulli si alternano, le famiglie con tanti passeggini ed altri figli tenuti per mano. Famiglie normali, comuni, che lavorano e vivono inserite nella società come tutti, ma che, pur sopportando sacrifici, non si piegherebbero mai alle logiche dell’eugenetica e dell’egoismo femminista. Famiglie che vanno insieme a Messa la domenica e che giocano con i propri figli, famiglie del Nord, del Centro, del Sud e di Roma, famiglie italiane e straniere.
La Marcia per la Vita è anche la festa della famiglia, l’unica esistente, quella fondata sul matrimonio di un uomo e una donna. Dietro alla parte più gioiosa e colorata del corteo i malati dell’Unitalsi e dell’Ordine di Malta, insieme ai medici, farmacisti e infermieri che sfilano in camice. Poi i gruppi e le associazioni culturali, laiche e cattoliche, con i loro cartelli, i loro simboli, le loro bandiere. I gruppi che hanno aderito alla Marcia, dal “Timone” al Comitato Verità e Vita, dalla Fondazione Lepanto a Militia Christi, da “Voglio vivere” a tanti Centri di aiuto alla vita (Cav), fino al “Popolo della Vita”, che ha contribuito con i suoi volontari ad un impeccabile servizio d’ordine, sono circa centocinquanta ed è impossibile elencarli tutti.
Questa parte del corteo è la più combattiva. Tra gli slogan scritti che campeggiano sui cartelli “Ogni aborto è un bambino morto”, “La vita inizia dal concepimento”, “Abortire la 194”, “Basta con i genocidi silenziosi”, “+ nascite -aborti”, “194: già 5 milioni di morti”. Non si ha paura di andare a muso duro contro una legge dello Stato. Una legge che, stando al Magistero della Chiesa, non può nemmeno essere considerata tale. Dalla gente che marcia partono spontaneamente degli slogan a difesa della vita, senza timore di andare controcorrente.
Le realtà sono tante, a testimonianza di un mondo pro-life forse poco conosciuto, ma non per questo meno determinato e operante. A chiudere la lunga scia di persone, gli ordini e gli istituti religiosi, che procedono pregando. Tra le presenze, spicca il cardinale Raymond Leo Burke, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, che ha percorso l’intero tragitto, dal Colosseo a Castel sant’Angelo. Le adesioni sono state davvero tante, segno che la Chiesa non ha mai cessato di ricordare, secondo le parole del Concilio Vaticano II, che l’aborto è un “abominevole delitto”.
Importante la presenza del folto gruppo di religiosi e religiose dell’Istituto del Verbo Incarnato, di esponenti dei Legionari di Cristo e del Regnum Christi, del Movimento laicale orionino, con il superiore generale della congregazione don Flavio Peloso, dell’Ordine di Malta con il suo assistente spirituale mons. Azelio Manzetti, di mons. Ignacio Barreiro, direttore dell’ufficio italiano di Human Life International, della Fraternità San Pio X, guidata dal superiore del distretto italiano don Pierpaolo Petrucci, di don Riccardo Petroni, assistente spirituale del gruppo Familia Christi.
Non ci sono solo cattolici, però. La Marcia per la Vita è volutamente laica, interconfessionale e apartitica. Tutti gli uomini di buona volontà possono prendervi parte, senza alcuna distinzione, purché ovviamente condividano la difesa del valore non negoziabile della vita. E infatti a partire dal Colosseo ci sono alcuni esponenti della comunità evangelica italiana, alcuni buddisti e persino degli atei. E poi politici di ogni schieramento, come Maurizio Gasparri, Stefano De Lillo, Sandro Oliveri e Paola Binetti, raccolti attorno al gruppo interparlamentare “Per il valore della vita”, Olimpia Tarzia, con una delegazione del “Movimento PER” e Magdi Cristiano Allam, con una delegazione di “Io amo l’Italia”.
Alle 11,30, un corteo pacifico e ordinato arriva a Castel Sant’Angelo, senza raccogliere le provocazioni di alcune femministe. Dopo aver percorso Piazza Venezia, Largo di Torre Argentina, Corso Vittorio Emanuele e lo stupendo Ponte Sant’Angelo, la Marcia si conclude di fronte al Vaticano, cuore pulsante della Cristianità. A prendere la parola è il professor Francesco Agnoli, presidente del Mevd, che insieme a Virginia Coda Nunziante, dell’Associazione Famiglia Domani, è stato il promotore della Marcia Nazionale per la Vita. Dinnanzi a 15mila persone, tanti sono coloro che non si sono tirati indietro di fronte alla chiamata alla mobilitazione pro-life, Agnoli ha dato appuntamento al prossimo anno, domenica 12 maggio. Da oggi anche l’Italia ha un appuntamento a cui il mondo pro-life non può mancare.
Al termine della Marcia, chi vuole va alla Santa Messa del cardinale Angelo Comastri in San Pietro. Alcuni preferiscono il rito tridentino e si spostano a Santa Maria Annunziata in Borgo per la Messa di padre Serafino Lanzetta FI. I più mattinieri sono già stati ai SS. Giovanni e Paolo per la Messa di padre Alessandro Apollonio FI. La Marcia è stata effettivamente un evento che ha visto unite, tra i tanti gruppi che hanno partecipato, tutte le correnti del variegato mondo cattolico italiano: anche questo è stato un segnale storico.
Del resto, questo lo si è capito già durante l’adorazione eucaristica del 12 maggio, dalle 21 alle 22,30, in S. Maria Maggiore, dove si è pregato, guidati dal card. Burke, in riparazione del crimine dell’aborto, con tanti canti della tradizione popolare, sia italiani che latini. La Marcia è stata dedicata pure a Chen Ghuancheng, dissidente cinese contrario alla politica del figlio unico del regime comunista, come anche il convegno tenutosi nel pomeriggio del 12 maggio presso il Pontificio Ateneo Regina Apostolorum (Chi salva una vita salva il mondo intero) è stato un grande successo, con l’intervento di medici e bioeticisti fedeli al giuramento ippocratico e strenui difensori della vita. (Federico Catani)

Noi crediamo in te, giovane amico,
che riesci ancora a sognare ad occhi aperti!
Tu sei il futuro, la speranza di chi, non si è mai arreso
alla mediocrità e lotta per la difesa dei più deboli,
contro l'indifferenza della società.
Abbi il coraggio di cambiare mentalità,
inaugurando uno stile di vita più equo, solidale.
Cerca di essere d'esempio, rispettando la legge;
di essere onesto, di avere più senso civico,
di fare carità ed aiutare chi ha più bisogno.
Soprattutto impegnati nel difendere il Bene Comune e
i Valori Non Negoziabili
come il Diritto alla Vita!
Tu sei santo, Signore, solo Dio, che operi cose meravigliose.
Tu sei forte, Tu sei grande, Tu sei altissimo,
Tu sei re onnipotente, Tu, Padre santo, re del cielo e della terra.
Tu sei trino ed uno, Signore Dio degli dèi,
Tu sei il bene, ogni bene, il sommo bene,
il Signore Dio vivo e vero.
Tu sei amore e carità, Tu sei sapienza,
Tu sei umiltà, Tu sei pazienza,
Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine,
Tu sei sicurezza, Tu sei quiete.
Tu sei gaudio e letizia, Tu sei nostra speranza,
Tu sei giustizia, Tu sei temperanza,
Tu sei tutta la nostra ricchezza a sufficienza.
Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine.
Tu sei protettore, Tu sei custode e nostro difensore,
Tu sei fortezza, Tu sei refrigerio.
Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra fede,
Tu sei la nostra carità.
Tu sei tutta la nostra dolcezza, Tu sei la nostra vita eterna
grande e ammirabile Signore,
Dio onnipotente, misericordioso Salvatore.
San Francesco d'Assisi

Appello di Papa Benedetto XVI
"Il PRECARIATO COMPROMETTE
il FUTURO dei GIOVANI"
Il lavoro intermittente «compromette il futuro dei giovani e la serenità di un progetto di vita familiare con grave danno per uno sviluppo autentico e armonico della società».
Per questo il Papa si unisce «a quanti chiedono alla politica e al mondo imprenditoriale di compiere ogni sforzo per superare il diffuso precariato lavorativo». Di fronte a 220 vescovi italiani riuniti in Santa Maria Maggiore per il Rosario dedicato ai 150 anni dell' unità d'Italia, Benedetto XVI toccati temi sociali e politici.
LA BUONA POLITICA - Il Papa incoraggia i vescovi italiani a spronare chi, in Italia, ricopre incarichi politici e amministrativi.
«Incoraggiate le iniziative di formazione ispirate alla dottrina sociale della Chiesa - ha detto Benedetto XVI - affinché chi è chiamato a responsabilità politiche e amministrative non rimanga vittima della tentazione di sfruttare la propria posizione per interessi personali o per sete di potere. Sostenete la vasta rete di aggregazioni e di associazioni - ha aggiunto - che promuovono opere di carattere culturale, sociale e caritativo».
SOSTENERE FATTIVAMENTE LA FAMIGLIA - La Chiesa vuole e deve continuare a offrire il suo contributo alla costruzione del bene comune, collaborando con le autorità civili, e sostenendo «i diritti fondamentali dell'uomo» tra cui «le istanze etiche e l'apertura alla trascendenza, che costituiscono valori previi a qualsiasi giurisdizione statale» ha detto il Papa. Sottolinea il «dovere di promuovere e tutelare la vita umana in tutte le sue fasi e di sostenere fattivamente la famiglia» e forte arriva l'appello a «compiere ogni sforzo per superare il diffuso precariato lavorativo».
IL NORD RECUPERI SOLIDARIETA' CRISTIANA - Il nord del Paese deve recuperare la cultura solidale, cristiana e cooperativistica che è stata premessa dello sviluppo economico, ha detto il Papa ai vescovi invitandoli a stimolare il Sud «a mettere in circolo, a beneficio di tutti, le risorse e le qualitá di cui dispone e quei tratti di accoglienza e di ospitalitá che lo caratterizzano«. Quindi ha proseguito: «Continuate a coltivare uno spirito di sincera e leale collaborazione con lo Stato, sapendo che tale relazione è benefica tanto per la Chiesa quanto per il Paese intero». «La vostra parola e la vostra azione - ha continuato il Pontefice - siano di incoraggiamento e di sprone per quanti sono chiamati a gestire la complessità che caratterizza il tempo presente. In una stagione, nella quale emerge con sempre maggior forza la richiesta di solidi riferimenti spirituali, sappiate porgere a tutti ciò che è peculiare dell'esperienza cristiana: la vittoria di Dio sul male e sulla morte, quale orizzonte che getta una luce di speranza sul presente».
fonte:corriere.it
"Il giorno atteso è arrivato;
è arrivato presto, perché così
è piaciuto al Signore:
Giovanni Paolo II è BEATO!»

«Beatissimo Padre, il Vicario Generale di Vostra Santità per la Diocesi di Roma domanda umilmente alla Santità Vostra di voler iscrivere nel numero dei Beati il Venerabile Servo di Dio Giovanni Paolo II, Papa».
Con queste parole il cardinale Agostino Vallini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, ha dato il via al rito.
La grande cerimonia è iniziata con la richiesta ufficiale per la beatificazione. Davanti ad oltre un milione di fedeli, come confermato anche dalla sala stampa vaticana.
Alle 10.37 Papa Benedetto XVI pronuncia la formula della beatificazione di Papa Wojtyla.
La folla a San Pietro:
«SANTO subito»
Il Percorso di Beatificazione Karol Wojtyla
La Folla di Fedeli

Noi di Blog CATTOLICI crediamo che, proprio in questi tempi difficili,
l'IDENTITA' ITALIANA
debba essere sempre DIFESA in tutte le sue forme,
nei suoi aspetti tradizionali e popolari,
nelle sue specificità territoriali,
nella memoria storica
e soprattutto
con il recupero dei valori (il diritto alla vita, il bene comune...)
e della propria cultura.
AUGURI ITALIA!
Per ottenere un tale risultato, oltra all'aiuto di Dio,
è ora di considerare anche i
GIOVANI
come, la prima RISORSA del Paese,
un vero e proprio INVESTIMENTO per il futuro
e il MOTORE TRAINANTE della nostra Economia.
Creare delle condizioni lavorative più durature e ben retribuite,
incentivare il sacramento del matrimono,
per far nascere nuove famiglie tradizionali,
devono essere aspetti fondanti di ogni società civile!
E noi Credenti come ci possiamo impegnare?
Trovo interessante una riflessione di mons. Mariano Crociata,
segretario generale della Cei
"L'impegno del cristiano negli ambiti della vita sociale non è un dovere estrinseco, che si può più o meno, a piacimento, assumere,
ma è la necessaria manifestazione
di una educazione umana e cristiana compiuta,
e quindi di una reale maturità".
"Di fronte a un essere umano segnato
come singolo e come collettività dalle conseguenze del peccato,
che hanno introdotto il morbo dell’egoismo e della corruzione"
- ha spiegato il vescovo,
la FEDE CRISTIANA "si pone come BALUARDO
di una società degna dell’umano
rispetto a tutte quelle concezioni e prassi che la minacciano
proiettandosi verso la manipolazione
e la disarticolazione della persona in sé
e nel suo rapporto con la società, non a caso passando attraverso
l'esaltazione di un individualismo che,
investendo tutto su una libertà disancorata da ogni orizzonte di riferimento, produce la destrutturazione della persona
e dell’intera convivenza"
"Il CREDENTE è costitutivamente attore di nuove relazioni, COSTRUTTORE DI COMUNITA'".
«In POLITICA è NECESSARIA
una Nuova Generazione
di Cattolici»
Prendiamo in considerazione il nuovo appello del card. Bagnasco che si è espresso alla fine di dicembre 2010 su un argomento a nostro avviso molto importante!
Il card. Bagnasco: la legge elettorale mette le nomine in mano ai partiti, ci vogliono serietà e discernimento.
L'appello del presidente della Cei alla Radio Vaticana
I vescovi chiedono una «nuova generazione di cattolici in politica». L'appello proviene dalla voce italiana più autorevole, il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), in un'intervista alla Radio Vaticana.
«Più volte la Chiesa esorta i cattolici all'impegno in politica.
Ma come può avvenire ciò se, come accade, la nomina dei parlamentari è saldamente in mano alle segreterie dei partiti?
Il nostro appello di vescovi ad una nuova generazione di politici cattolici, non è un atto di disistima o ingratitudine verso quei cattolici che già ora, da tempo, sono impegnati in politica», precisa il cardinale.
«Verso di loro semmai c'è l'incoraggiamento e l'invito a essere sempre di più e sempre meglio una presenza incisiva, efficace, per il bene di tutti».
PREPARARSI «Vogliamo incoraggiare i giovani che si sentono portati per questa forma di servizio alla collettività che è la politica, questa grande forma di carità come diceva Paolo VI, però preparandosi», puntualizza il presidente della Cei, che precisa: «Facendo discernimento su sé, sulle proprie capacità, attitudini intellettuali e morali. Ma preparandosi attraverso una vita cristiana radicata, profonda, attraverso una conoscenza il più possibile completa della dottrina sociale cattolica e una conoscenza più puntuale, un addestramento circa la polis con tutte le sue articolazioni. Dalle più immediate e vicine come quelle territoriali, amministrative, a quelle più ampie e complesse che sono la politica nazionale».
LEGGE ELETTORALE Per quanto riguarda le difficoltà dei giovani a entrare in politica con le liste che, con l'attuale legge elettorale, sono decise dai leader dei partiti e sulle quali i cittadini non possono nemmeno esprimere la propria preferenza, «noi vescovi - ha concluso Bagnasco - non entriamo nel merito delle dinamiche degli ingressi o degli ingaggi. Ma affidiamo questo aspetto più problematico all'onestà, al discernimento, alla serietà dell'attuale politica per poter arricchire il mondo politico, quindi il servizio al bene nazionale, di nuove intelligenze, di nuovi soggetti, di nuove preparazioni».
fonte: Corriere della Sera
«Il Paese ritrovi maggiore
consapevolezza di sé
e dei propri problemi,
uscendo dagli schemi di divisioni
e dalle contrapposizioni
esasperate»

Noi di Blog CATTOLICI siamo pienamente in accordo con l'auspicio del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, dott.Gianni Letta.
In un periodo come questo, con famiglie che hanno difficoltà economiche, giovani che non lavorano, creare un'istabilità politica, nella maggioranza è davvero irresponsabile!
Non è proprio il momento di spendere ulteriori soldi in elezioni!!
La priorità dovrebbe essere, secondo noi, quella di risolvere i problemi del paese, cercare soluzioni concrete per migliorare le condizioni di vita delle famiglie e creare prospettive per il futuro dei giovani!
Siamo nelle mani di Dio, il nostro unico Salvatore!
"La politica deve interessare
i cattolici
e deve entrare nella loro mentalità un'attitudine a ragionare delle questioni politiche senza spaventarsi dei problemi seri che oggi, non troppo diversamente da ieri, sono sul tappeto".
Noi di Blog CATTOLICI troviamo interessante dare risalto alle affermazioni del card. Angelo Bagnasco!
"Famiglie in difficoltà, adulti che sono estromessi dal sistema, giovani in cerca di occupazione stabile anche in vista di formare una propria famiglia": queste, per il card. Bagnasco, le "situazioni che continuano a farsi sentire", in tempo di crisi. Di qui la richiesta che "le riforme in agenda siano istruite nelle maniere utili", in modo da assicurare "maggiore stabilità per il Paese intero". Per quanto riguarda la "scena politica", il presidente della Cei parla di "caduta di qualità, che va soppesata con obiettività, senza sconti e senza strumentalizzazioni, se davvero si hanno a cuore le sorti del Paese, e non solamente quelle della propria parte". "Se la gente perde fiducia nella classe politica, fatalmente si ritira in se stessa", l’ammonimento della Cei, che in politica raccomanda una "tensione necessaria tra ideali personali, valori oggettivi e la vita vissuta, tra loro profondamente intrecciati". Per i vescovi italiani, "non è più tempo di galleggiare", perché il rischio "è che il Paese si divida non tanto per questa o quella iniziativa di partito, quanto per i trend profondi che attraversano l’Italia e che, ancorandone una parte all’Europa, potrebbero lasciare indietro l’altra parte. Il che sarebbe un esito infausto per l’Italia, proprio nel momento in cui essa vuole ricordare – a 150 anni dalla sua unità – i traguardi e i vantaggi di una matura coscienza nazionale". Il presidente della Cei chiede quindi un "esame di coscienza" e propone di "convocare ad uno stesso tavolo governo, forze politiche, sindacati e parti sociali e, rispettando ciascuno il proprio ruolo ma lasciando da parte ciò che divide, approntare un piano emergenziale sull’occupazione"
Un "piano emergenziale sull'occupazione" messo a punto da governo, forze politiche, sindacati e parti sociali in spirito di collaborazione: chiede il card. Bagnasco. "È possibile - chiediamo rispettosi - convocare ad uno stesso tavolo governo, forze politiche, sindacati e parti sociali e, rispettando ciascuno il proprio ruolo ma lasciando da parte ciò che divide, approntare un piano emergenziale sull'occupazione? Sarebbe un segno - osserva Bagnasco - che il Paese non potrebbe non apprezzare".
Blog CATTOLICI è in pieno accordo con le parole "sante" del presidente della Cei, Angelo Bagnasco:
Quoziente familiare
e
Lavoro ai giovani!
L'Italia, spiega il numero uno dei vescovi italiani, «sta andando verso un lento suicidio demografico».
Per questo, «urge una politica che sia orientata ai figli, che voglia da subito farsi carico di un equilibrato ricambio generazionale».
Non solo. Secondo i vescovi italiani è necessario che la politica compia un «supplemento di sforzo» per garantire il lavoro ai giovani.
L'occupazione «spesso oggi latita, creando situazioni di disagio pesante nell'ambito delle famiglie giovani e meno giovani, in ogni regione d'Italia, e con indici decisamente allarmanti nel Meridione. Il lavoro, in sostanza, è tornato ad essere, dopo anni di ragionevoli speranze, una preoccupazione che angoscia e per la quale chiediamo un supplemento di sforzo e di cura all'intera classe dirigente del Paese: politici, imprenditori, banchieri e sindacalisti».
fonte: Corriere della Sera
Anche se ci troviamo a vivere in un periodo come questo, nel quale siamo tutti costretti a fare dei sacrifici, è giusto che i giovani, e non solo, possano avere la speranza di un futuro migliore, con un lavoro un po' più stabile per poter realizzare dei progetti nella vita.
E' giunto il momento di considerare l'occupazione come un vero motore dello sviluppo del paese.
Anche l'appello di Benedetto XVI arriva al momento giusto... «ai responsabili della cosa pubblica e agli imprenditori a fare quanto è nelle loro possibilità per attutire gli effetti della crisi occupazionale», sottolineando comunque che in Italia «crisi culturale e spirituale» è altrettanto seria di quella economica«. Il Papa lo ha detto parlando ai vescovi italiani riuniti in Vaticano nella loro 61esima assemblea generale: per il Pontefice, «alla Chiesa, infatti, sta a cuore il bene comune, che ci impegna a condividere risorse economiche e intellettuali, morali e spirituali, imparando ad affrontare insieme, in un contesto di reciprocità, i problemi e le sfide del Paese».
All'indomani della presentazione, da parte del premier Silvio Berlusconi e del ministro Giulio Tremonti, della manovra correttiva da 24 miliardi arriva anche l'intervento della Marcegaglia, che ha dipinto in maniera negativa lo scenario economico italiano. Per l'Italia il bilancio della crisi economica è «pesantissimo». E si traduce nella perdita, rispetto ai picchi del primo trimestre 2008, «di quasi sette punti di Pil e oltre 700mila posti di lavoro». Non solo: «Il ricorso alla cassa integrazione guadagni è aumentato di sei volte». Male anche la produzione industriale, «crollata del 25%, tornando ai livelli di fine 1985: cento trimestri bruciati. In alcuni settori l'attività produttiva si è dimezzata».
Sicuramente, è giusto preoccuparsi, soprattutto quando sono diffusi dei dati così allarmanti.
Noi possiamo solo continuare a trovare CONFORTO nella PREGHIERA e sperare che
il Governo, nel quale crediamo,
rimanga sempre attento
ai problemi
delle fasce più deboli della società
e
di tutte quelle persone
che rischiano di perdere
il proprio posto di lavoro
con conseguenze tragiche per i consumi e quindi per l'economia del paese.
E' necessario, in periodi come questo, che il Governo, si impegni, con delle manovre specifiche, anche a promuovere tutte le condizioni che rendano effettivo il diritto al lavoro, come è sancito dall'art. 4 della Costituzione della Repubblica Italiana!
O Signore
dacci la forza di rialzarci quando cadiamo sulla polvere della terra,
aiutaci a non dimenticarci di Te, anche in un momento così difficile dell'economia,
rendici capaci di affrontare le difficoltà con forza ed ottimismo,
mostraci la via per non dimenticare quanti ora, come dice il Vangelo, sono più ultimi e più piccoli di noi,
rendici speranzosi per un futuro lavorativo più sicuro,
CREDIAMO che solo con la Tua grazia e la Tua volontà riusciremo a superare ogni avversità.
Rendiamo Grazie a Dio.

La Chiesa prende provvedimenti contro i preti pedofili. Nei casi di abusi sessuali su minori da parte dei preti «si deve sempre seguire la legge civile per quanto riguarda la denuncia dei crimini alle appropriate autorità »: è quanto recita laGuida sulle procedure canoniche della Congregazione per la Dottrina della Fede, messa oggi sul sito della Santa Sede e sul blog del suo ufficio stampa.
In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a ME.
Matteo 25,40
La PEDOFILIA è
Uno dei più Grandi Mali
del nostro secolo.
Anche se Noi crediamo nel giudizio di Dio e siamo convinti che Gesù Cristo punirà tutte quelle persone che hanno rovinato la vita di indifesi bambini, reputiamo fondamentale che ci sia una giustizia civile.
Nessuno dovrà essere perdonato, soprattutto i colpevoli coinvolti!
Noi
siamo convinti che la Santa Romana Chiesa con a capo il Papa, vescovo di Roma, successore di san Pietro e Vicario di Cristo, si impegnerà a garantire un maggiore controllo e rigore nei comportamenti di tutte quelle persone che hanno delicati compiti come l'evangelizzazione e l'educazione dei popoli!
Blog
CATTOLICI
si ritiene
O F F E S O
dall'idea che un tribunale europeo abbia potuto prendere una decisione così assurda.
Il Crocifisso
è un segno di carità e di benevolenza, non minaccia e non offende nessuno.
Rappresenta
l'amore e la misericordia di Dio ed è un patrimonio culturale che testimonia le nostre importanti radici cristiane!
Gesù diceva: «Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno»
ed è morto in croce per tutti noi.
Ora è il momento di farci sentire!
Noi continueremo sempre a credere nell'impegno, anche del governo, ad affermare e ribadire che l'Italia è cristiana e cattolica, rispetto al laicismo che é diventato un veleno che sta conducendo gli altri stati europei all'apostasia.
L'attacco al Crocifisso é un attacco condotto direttamente a Gesù Cristo.
L'unica risposta é la riaffermazione della Regalità di Gesù Cristo
Viva CRISTO RE!

Blog CATTOLICI è pienamente
in Accordo
con le dichiarazioni del
ministro Tremonti!
Noi, infatti, crediamo che
Il "Posto Fisso" sia un Valore
proprio perchè lo Stato ha uno scopo preciso da conseguire: il bene comune.
Anche generare occupazione, oppure, offrire delle garanzie ai lavoratori precari, sono due aspetti che rientrano, per l'appunto, nel concetto più ampio di "bene comune"!
Per J. Maritain (La persona è il bene comune),
Il bene comune non è solo "l'insieme dei beni o servizi d'utilità pubblica o di interesse nazionale (strade, ponti), né le buone finanze, né la sua potenza militare, né il tessuto di leggi giuste, di buone usanze..." ma anche "la coscienza civica, le virtù politiche, il senso del diritto, della libertà, di rettitudine morale, di giustizia, di amicizia..."
A causa della globalizzazione, l’apertura maggiore del mercato (altissima mobilità di risorse e di conoscenza) ha generato una ipercompetizione tra aziende che ha ridotto la fetta di mercato e il loro profitto con conseguenze negative sul benessere e sulla capacità di mantenere e generare occupazione.
Reputiamo veramente giusto, quindi, che il Governo si impegni a tutelare l'occupazione cercando, sia di correggere e rendere meno gravose le varie forme della precarietà lavorativa e sia tutelando il concetto di famiglia, considerandola proprio come prezioso elemento di stabilità sociale ed economica.
La VITA è la Scelta che Non Si Rimpiange Mai!

Blog CATTOLICI si ritiene
I N D I G N A T O
per la scelta dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) di autorizzare l’immissione in commercio della pillola abortiva Ru486
Noi,
che per grazia di Dio, abbiamo il dono della fede, crediamo nella Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana e nella necessità di mettere in discussione, quelle scelte politiche e legislative che contraddicano fondamentali valori e principi antropologici ed etici radicati nella natura dell’essere umano, in particolare riguardo alla tutela della vita umana,
riteniamo utile riflettere su questa considerazione:
"la soppressione dell'embrione
di fatto è la soppressione di una vita
umana: che ha dignità e valore
dal concepimento alla fine.
E il fatto che
assumere una pillola
possa essere meno traumatico per una donna non cambia la sostanza,
sempre aborto è".

La VITA UMANA, quindi, è SACRA perché fin dal suo inizio comporta l'azione creatrice di Dio e rimane per sempre in una relazione speciale con il Creatore, suo unico fine.
Solo Dio è il Signore della vita
dal suo inizio alla sua fine:
nessuno, in nessuna circostanza,
può rivendicare a se il diritto di distruggere
direttamente
un essere umano innocente.
Dal momento del concepimento, la vita di ogni essere umano va rispettata in modo assoluto, perché l'uomo è sulla terra l'unica creatura che Dio ha voluto per sè stesso, e l'anima spirituale di ciascun uomo è immediatamente creata da Dio; tutto il suo essere porta l'immagine del Creatore.
APPROFONDIMENTI:
CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE Il rispetto della vita umana nascente e la dignità della procreazione
Riteniamo giusto RIFLETTERE su questa tremenda notizia e continueremo sempre a ringraziare Dio per quello che abbiamo e per come possiamo ritenerci fortunati di vivere in un modo dignitoso.

La vita dell’uomo è sacra perché è stata creata da Dio ed ha come scopo principale quello di tornare a Dio. Solo Dio è il Signore della vita dal suo inizio alla sua fine; nessuno, in nessuna circostanza, può rivendicare a sé il diritto di distruggere direttamente un essere umano innocente. (Catechismo Chiesa Cattolica n. 2258).
Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: Chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio (Mt 5,21-22)
Non è mai lecito uccidere un altro: anche se lui lo volesse, anzi se lo chiedesse perché, sospeso tra la vita e la morte, supplica di essere aiutato a liberare l'anima che lotta contro i legami del corpo e desidera distaccarsene; non è lecito neppure quando il malato non fosse più in grado di vivere" . Sant'Agostino (n.354, m.430)
Non far morire l’innocente e il giusto (Es 23,7)
Blog CATTOLICI continuerà sempre a credere che
La vita è un dono di Dio,
è preziosa e
va rispettata sempre e comunque!
Ritiri ad Assisi,
Giornate di
Spiritualità Francescane,
Incontri vari...
La nostra proposta è quella di aiutare giovani che hanno poche possibilità di fare dei giorni di ritiro nei luoghi Francescani di Assisi. Perciò desideriamo offrire un'accompagnamento spirituale da un fine settimana ad una settimana, da un giovane al massimo tre o quattro. L'esperienza và offerta a giovani che non vengono per turismo,ma per una necessità spirituale. Le suore Elisabettine accolgono le giovani dai 20 ai 30 anni e noi i giovani della stessa età. Il programma è quello di una giornata tipo in convento con la possibilità di visitare ogni giorno un luogo francescano.
La nostra fraternità Cappuccina desidera offrire ai giovani in ricerca della propria " identità cristiana" o in cerca di un luogo dove fare un ritiro spirituale, l'occasione di sostare alcuni giorni, fino ad una settimana, nel nostro convento.
Nel corso di questi giorni i giovani vengono a contatto con la Spiritualità Francescana. Visitare i luoghi della vita di Francesco li aiuta a confrontarsi con un giovane che ha creduto a Gesù Cristo e si è lasciato prendere dalla Buona Novella (VANGELO).
Venire ad Assisi vengono invitati dall'esempio di Francesco,ad andare alle fonti del Vangelo, attraverso la preghiera, il silenzio, la Lectio divina, il servizio...
Ognuno viene per scoprire o riscoprire un senso alla propria vita, per riprendere lo slancio, per prepararsi ad asumere delle responsabilità al ritorno a casa.
Chiediamo ai giovani di non aver paura di fermare la propria corsa per fermarsi un pò a riflettere. Non è mai tempo perso.
ACCOGLIENZA:
Quei giovani che desiderano accogliere questa nostra proposta sono invitati a chiamare
Fratel Giuseppe Rosati: 335 1680558
Ciascuno contribuisce alle spese con una offerta secondo le proprie possibilità.
Portino: Bibbia, sacco a pelo o lenzuola, strumenti musicali.
Grazie per l'attenzione e cordiali saluti! dott. Francesco De Marco

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